Fondo perduto del 100% per la valorizzazione di borghi e centri storici

L’obiettivo del bando è sostenere interventi per il rafforzamento dell’attrattività dei borghi e dei centri storici di piccola e media dimensione, attraverso il restauro e recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali, nonché elementi distintivi del carattere identitario. L’intervento mira altresì a sostenere progetti innovativi di sviluppo turistico che favoriscano processi di crescita socio-economica nei territori beneficiari, anche al fine di promuovere processi imprenditoriali che ne accrescano l’occupazione e l’attrattività.

Sono beneficiari i Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con una popolazione residente – dati Istat al 31/12/2018 – fino a 5.000 abitanti.

Il finanziamento è concesso nella forma del contributo a fondo perduto, pari al 100% delle spese ammissibili. Il contributo massimo concedibile per beneficiario è di 1.000.000 di euro, IVA compresa.

Umidità nei muri, qual è la soluzione più efficace per debellarla?

L’edificio è isolato, interamente circondato da un giardino di pertinenza, costruito alcune decine di anni fa su un pendio avente inclinazione piuttosto marcata, in un terreno di natura rocciosa alternato a suoli di matrice argillosa, all’aspetto piuttosto drenanti e abbondantemente ricoperti da vegetazione spontanea.

Quello che non vorreste vedere sulle pareti di casa vostra

Si possono raggruppare in tre distinti gruppi, aventi manifestazioni, intensità e localizzazione differenziate in termini di entità ed effetti:

– piano parzialmente interrato con umidità presente sulle murature e sul pavimento del locale interrato (box auto) e in minore misura anche sul locale caldaia;

– scala esterna e terrazza sul lato nord nord-ovest con diverse problematiche di natura infiltrativa;

– pareti perimetrali delle camere al piano terra con modeste manifestazioni di muffa alla base muraria.

Durante la diagnosi sono state effettuate alcune operazioni e diverse misurazioni strumentali, per consentire una maggiore comprensione dei fenomeni osservati, tra cui ispezione visiva d’insieme, misurazioni termoigrometriche dell’aria sia interna che esterna, misurazione delle temperature superficiali interne, misurazione dell’umidità all’interno della muratura con prelievo di campione ecc.

Dall’osservazione dei fenomeni lamentati e dal confronto con i dati strumentali rilevati, si può ritenere con buon margine di certezza che nelle tre situazioni esaminate, le cause dell’umidità siano riconducibili ai fattori di seguito descritti:

– piano parzialmente interrato, le manifestazioni di umidità presenti al piano parzialmente interrato e nel locale caldaia sono da imputarsi principalmente a fenomeni infiltrativi derivanti sia dal corpo scala che dalla terrazza soprastante, aggravati da fenomeni condensativi correlati (le temperature superficiali sono inferiori al punto di rugiada dell’aria interna). Non si esclude la possibilità che vi siano dei modesti fenomeni di risalita, assolutamente non preoccupanti e di semplice risoluzione;

– scala esterna e terrazza, a causa di evidenti errori di progettazione e di esecuzione oltre che della manutenzione inadeguata, questa parte dell’edificio è interessata da importanti fenomeni infiltrativi di acqua meteorica, i quali in ultima analisi interessano anche il muro del locale interrato aggravando ulteriormente la situazione;

– la risalita è assente, i fenomeni osservati sono esclusivamente di natura condensativa dovuti al ponte termico ineliminabile costituito dal contatto delle murature con il terreno e possono vantaggiosamente essere gestiti tramite la tecnica della correzione attiva del ponte termico.

La morfologia delle macchie umide presenti sulla superficie interna del locale interrato è tipica e specifica di due fenomeni distinti: umidità diffusiva (capillare e non capillare) e umidità igroscopica. È molto probabile che il sistema di evacuazione e canalizzazione delle acque piovane non sia del tutto efficiente e che ciò possa aggravare il contatto dell’umidità con l’involucro dell’edificio.

Quali correttivi applicare?

Locale parzialmente interrato

1. Realizzazione dall’esterno di un dreno alla quota più possibile vicina a quella del pavimento interno (possibilmente inferiore), tale da impedire all’acqua meteorica che si accumula sul corpo scala di esercitare una spinta positiva sulla superficie esterna del muro esposto a nord del locale.

2. Asportazione dell’intonaco e realizzazione di un’impermeabilizzazione in controspinta con materiale cementizio o con cemento osmotico dall’interno.

3. Successiva applicazione di un intonaco traspirante di pura calce naturale NHL, di almeno 20 mm di spessore.

4. Realizzazione di una sorta di “diga” anche sul pavimento e fino al sottofondo, in modo da compartimentare il massetto così che non vi possano essere apporti d’acqua e di umidità dalla parete a nord, tali da interessare il pavimento.

5. Realizzazione di un’adeguata ventilazione o di tipo naturale o in alternativa tramite VMC puntuale, al fine di favorire l’evacuazione dell’umidità in eccesso considerando come fabbisogno minimo di ventilazione il valore di 0,5 ricambi d’aria completi ogni ora.

Terrazza e corpo scala

Assolutamente necessario riqualificare l’impermeabilizzazione dell’intera struttura o mediante l’utilizzo di guaine bituminose o di altre soluzioni di pari affidabilità e successiva ricostruzione di massetti, pavimenti, soglie e gradini, nonché di tutte le opere accessorie come lattonerie, sigillature ecc. In alternativa si valuterà se impiegare degli impermeabilizzanti liquidi ad elevate prestazioni da posare direttamente sull’esistente, evitando le demolizioni.

Pareti perimetrali delle camere

Il sistema più efficace atto a correggere definitivamente i fenomeni lamentati prevede l’impiego di sistemi professionali, che consistono nell’applicazione di un idoneo cavo scaldante resistivo da inserire sottotraccia, comandato da due sensori di temperatura e da una centralina che gestisce la quantità di calore generato in funzione dei parametri di umidità ambientale e della base muraria.

Bonus facciate, ecobonus e bonus ristrutturazioni: quale scegliere?

Per esempio per la tinteggiatura della facciata in un condominio, siamo in presenza di un intervento di manutenzione ordinaria. Se la facciata è esterna e il condominio è in zona A o B, si può optare per il bonus facciate al 90%. Al venir meno di uno di questi requisiti, l’intervento può essere agevolato con il bonus ristrutturazioni al 50%.

La situazione si fa più complessa per il rifacimento del cappotto termico. Negli edifici in zona A e B, se la facciata su cui si effettua l’intervento fa parte del perimetro esterno, si può scegliere tra bonus facciate e ecobonus. Il bonus facciate offre una detrazione più alta, ma non consente né la cessione né lo sconto immediato in fattura (nel caso in cui l’importo dei lavori sia maggiore o uguale a 200mila euro). Per ottenere il bonus facciate, inoltre, i pagamenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2020. La scadenza dell’ecobonus in condominio è invece fissata al 31 dicembre 2021. Gli interessati hanno quindi più tempo per deliberare gli interventi ed effettuare i bonifici.

Sia che si scelga il bonus facciate o che si opti per l’ecobonus, bisogna attenersi ai requisiti minimi e ai limiti di trasmittanza termica.

In generale, la scelta è determinata dalla liquidità, cioè dalla possibilità di sostenere subito le spese per i lavori, ma anche dalla capienza fiscale, cioè dall’imposta lorda effettivamente dovuta. In determinati casi, l’Irpef o l’Ires dovuta potrebbe essere inferiore alla detrazione. In questi casi, il bonus fiscale non verrebbe recuperato per intero, quindi sarebbe più conveniente, ove possibile, optare per la cessione o lo sconto immediato.

Bonus facciate, ecobonus e bonus ristrutturazioni, chi ha diritto alla detrazione?

Sia il bonus facciate sia l’ecobonus consistono in una detrazione Irpef e Ires. Significa che possono usufruirne i privati, per gli interventi su singole abitazioni e condomìni, i professionisti (tranne i forfetari) e le imprese per i lavori sui beni strumentali all’esercizio delle loro attività.

Il bonus ristrutturazioni, invece, è una detrazione Irpef. Possono beneficiarne solo i privati.

Il bonus facciate offre una percentuale di detrazione più alta (90% senza tetto di spesa), ma limitata alle superfici opache delle facciate esterne degli edifici situati nelle zone A e B. Non sono richiesti adempimenti particolari. Solo gli interventi influenti dal punto di vista termico, o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, devono attenersi ai requisiti minimi e ai limiti di trasmittanza termica.

Con l’ecobonus, oltre che sulle superfici opache verticali, si può agire su quelle orizzontali, come ad esempio il tetto, e sulle superfici trasparenti, con la sostituzione delle finestre. Si possono inoltre realizzare interventi di riqualificazione globale dell’edificio. I tetti massimi della detrazione e le percentuali (dal 50% al 65%) variano a seconda degli interventi. Sono inoltre previsti bonus maggiori se all’intervento di efficientamento energetico si abbinano i lavori di miglioramento antisismico.

 L’ecobonus, inoltre, non prevede limiti territoriali, può essere cioè richiesto a prescindere dalla classificazione urbanistica della zona in cui sorge l’edificio su cui si vuole intervenire. Per ottenere la detrazione sono necessari una serie di adempimenti per misurare il miglioramento ottenuto in termini di efficienza energetica. Si può usufruire del bonus ristrutturazioni per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari e quelli di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle parti comuni degli edifici condominiali. La detrazione (50% con tetto di spesa di 96mila euro) è valida su tutto il territorio, a prescindere dalla zona in cui si trova l’immobile.

Bonus facciate vs ecobonus e bonus ristrutturazioni, qual è la detrazione più conveniente?

Prima di intraprendere un intervento per l’efficientamento energetico o la manutenzione del proprio immobile è necessario valutare una serie di fattori. Ad esempio a quali detrazioni fiscali si ha diritto e in che percentuale. La liquidità disponibile gioca sicuramente un ruolo determinante, ma in qualche caso può essere “aggirata” richiedendo altre formule di agevolazioni.

Queste chances non sono previste da tutti i bonus fiscali né per tutti i contribuenti. Ecco che orientarsi nella jungla delle detrazioni può risultare complesso. I nostri esperti sono felici di valutare tutte le opportunità per Vostro conto. Contattateci senza aspettare ancora.

Bonus facciate

La Legge di Bilancio 2020 prevede che debbano rispettare i requisiti minimi di efficienza energetica “i lavori di rifacimento della facciata, non di sola pulitura o tinteggiatura esterna, che influiscono anche dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio”.

Il calcolo della percentuale del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio va effettuato tenendo conto del totale della superficie complessiva disperdente. Questo significa che l’intervento deve interessare l’intonaco per oltre il 10% della superficie lorda complessiva disperdente (pareti verticali, pavimenti, tetti, infissi) confinante con l’esterno, vani freddi o terreno. Se alcune parti della facciata sono rivestite in piastrelle o altri materiali che non rendono possibili gli interventi influenti dal punto di vista termico, se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio, la verifica sul superamento del limite del 10% va fatta eseguendo il rapporto tra la restante superficie della facciata interessata dall’intervento e la superficie totale lorda complessiva della superficie disperdente.

Tetti verdi e sistemazione dei giardini: come usufruire dei bonus

Il Decreto Milleproroghe ha prorogato al 2020 il bonus verde, una detrazione dall’Irpef lorda pari al 36% delle spese sostenute per interventi (come sistemazione a verde di aree scoperte, realizzazione di impianti di irrigazione, realizzazione di coperture a verde, progettazione) su unità immobiliari a uso abitativo.

La detrazione spetta fino a un ammontare complessivo delle spese non superiore a 5mila euro (il limite si riferisce alla singola unità immobiliare a uso abitativo). Conseguentemente, la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile ed è ripartita in dieci quote annuali.

Il bonus verde spetta anche per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5mila euro per unità immobiliare a uso abitativo.

Alcune soluzioni per tetti verdi o pareti verdi ventilate possono beneficiare degli incentivi per l’efficienza energetica (Eco bonus 65%) se, nell’ambito di una riqualificazione globale dell’edificio, migliorano l’isolamento termico della struttura. Nei condomini gli interventi di efficientamento energetico beneficeranno di bonus graduati in base all’entità dei lavori e ai risultati raggiunti: 70% se l’intervento interessa almeno il 25% dell’involucro edilizio e arrivare al 75% nel caso in cui l’intervento porti al miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva che consegua almeno la qualità media di cui al DM 26 giugno 2015.

Tetti verdi? Che bella novità

Tutti gli interventi che mirano all’integrazione del verde nell’edificio sono un utile strumento per il risparmio energetico dell’abitazione in quanto migliorano l’isolamento termico dell’involucro e aiutano a regolare l’umidità dell’aria. Inoltre, riducono il fenomeno delle “isole di calore” delle città, migliorando il microclima cittadino e apportando un significativo vantaggio economico nella gestione energetica dell’edificio e nella gestione globale delle aree urbane.

Green House

Il verde urbano integrato negli edifici può svolgere anche l’importante funzione di regolare il deflusso delle acque piovane che la progressiva cementificazione del territorio ha ridotto, con conseguenti problemi alluvionali.

Incentivi fiscali casa: quando non sono cumulabili?

I bonus casa, come l’ecobonus, non sono cumulabili con altre agevolazioni fiscali nazionali. Di conseguenza, per lo stesso intervento (ad esempio sostituzione delle finestre) non si può usufruire sia del bonus ristrutturazione sia dell’ecobonus ma si deve necessariamente optare per uno dei due.

Bonus casa: quando sono cumulabili con gli incentivi regionali ?

I bonus casa sono compatibili con specifici incentivi disposti da Regioni, Province, Comuni. È però necessario verificare che questi incentivi prevedano la cumulabilità con le detrazioni fiscali nazionali e che siano calcolati sulla parte di spesa residua rimasta a carico del contribuente, cioè sulla somma che non ha beneficiato della detrazione regionale o locale.

Edilizia, il ruolo delle detrazioni fiscali

Quest’anno, lo ricordiamo, accanto a ecobonus, bonus ristrutturazioni e sismabonus, ha fatto la sua comparsa il bonus facciate. La nuova detrazione fiscale sarà in vigore solo per il 2020, ma non è riuscita a decollare subito. La norma che l’ha istituita ha generato incertezze, tanto da rendere necessaria l’emanazione di una circolare applicativa per fugare i maggiori dubbi.